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Cheratocono Malattia Progressiva della Cornea | Video

Cheratocono Malattia Progressiva della Cornea | Video

Durata: 7′ 11”

Trascrizione Completa

Il cheratocono è una malattia progressiva che colpisce la cornea, la parte anteriore trasparente dell’occhio. Colpisce soprattutto le persone giovani, infatti è molto subdolo ed è molto importante, per capirla e riconoscerla,fare delle visite precocemente.

Ormai le visite si fanno a tre-sei-dodici anni e sono le tre visite base che si fanno a tutti i bambini e poi se c’è stato qualcuno in famiglia con il cheratocono è importante controllare perchè c’è una facilità maggiore che il figlio o la figlia siano colpiti da questa malattia.

Il cheratocono è una malattia che poi progredisce e colpendo la cornea la fa assottigliare: fa assottigliare soprattutto la parte inferiore della cornea e si forma proprio un cono. Questo cono se si assottiglia troppo oltre a far vedere meno può perforarsi e quindi dare dei grossi problemi alla cornea.

Topografo corneale a scansione

Per studiare questa malattia ormai ci sono delle apparecchiature molto sofisticate con cui riusciamo a valutare lo spessore corneale e vedere se nel tempo questo cheratocono evolve e peggiora.

Con questo apparecchio per esempio che è un topografo corneale a scansione noi possiamo vedere tutti i vari strati corneali, per esempio della camera anteriore possiamo misurare l’angolo, si può vedere l’iride, il cristallino e possiamo misurare se c’è un’opacità, quanto è grande, estesa, profonda. Se invece è superficiale (0,2mm) si può valutare con il laser di andare a toglierla e fare tornare la cornea trasparente.

In alcune schermate si possono vedere e valutare anche i colori più caldi (il rosso) e i colori più freddi (il blu). I colori più caldi sono quelli più curvi, quindi noi abbiamo una curvatura che è tipica del cheratocono, proprio questo sfiancamento che noi abbiamo nel punto più inferiore della cornea.

Poi possiamo valutare lo spessore e quindi vediamo i vari punti più spessi in periferia, centralmente più sottili e questo è molto importante per la terapia. Per esempio èmolto importante per la terapia lo spessore perchè noi abbiamo attualmente una terapia che si chiama cross linking corneale.

Cross Linking Corneale

Questo cross linking corneale si può effettuare solo se ci sono almeno 400 micron di spessore. Lo spessore è basilare per decidere se fare o non fare questo tipo di terapia anche se attualmente c’è una nuova tecnica che è quella transepiteliale in cui il cross linking si può fare anche con cornee un po’ più sottili; in questo caso non bisogna togliere l’epitelio dalla cornea, che è la parte superficiale, e si fa con l’epitelio, però con l’epitelio insitu l’effetto è molto minore e quindi se si può si cerca di fare la tecnica classica in cui si toglie l’epitelio e poi si irradia questa cornea con della luce ultravioletta e sulla cornea viene messa della vitamina B, la riboflavina, che stimolata dalla luce ultravioletta fa formare dei legami fra le fibre della cornea, sono delle fibre collagene, e si formano proprio dei ponti: si chiama cross linking proprio per questo.

Il cross-linkaggio è la formazione di ponti fra queste fibre che rendono più resistente questa struttura; abbiamo visto che nel cheratocono la cornea si sfianca, tende ad assottigliarsi ma in questo caso diventando più rigida non si sfianca più, si ferma il cheratocono e in molti casi si migliora l’astigmatismo.

Il cheratocono crea un astigmatismo cioè la cornea invece di essere come una palla da football bella rotonda è invece come una palla da rugby, un po’ ovale e questa ovalizzazione, più il cheratocono va avanti, più si accentua e quindi la visione è sempre meno nitida; in questo caso si è visto che rinforzando la cornea con questo trattamento si riesce a diminuire questo astigmatismo e la cornea piano piano ritorna.

Vantaggi del Cross Linking Corneale

La tecnica del cross linking è una tecnica assolutamente non dolorosa, l’anestesia sono solo due goccine di collirio, di anestetico, quindi un’anestesia detta topica, viene fatto coricare il paziente, si mette uno strumentino che si chiama blefarostato che tiene l’occhio aperto e poi si toglie con una palettina il primo strato di cellule che è quello epiteliale e si va ad agire sullo stroma corneale dove ci sono queste fibre.

Viene irradiata con questa luce posta sopra l’occhio e ogni tanto vengono instillate queste gocce di vitamina B. Dura circa 50 minuti però in tutta tranquillità: il paziente è tranquillo, rilassato, mettiamo della musica in modo che sia ancora più rilassato, possiamo chiacchierare, non è assolutamente doloroso e con questo trattamento viene poi messa una lente a contatto in modo che nel giro di due o tre giorni si riforma l’epitelio, non dà grossi problemi e si può riprendere a lavorare nel giro di qualche giorno.

Non si ha un effetto immediato perchè questa sostanza deve agire e per agire necessita di un po’ di tempo e abbiamo dei miglioramenti mese dopo mese. Quindi ogni mese vediamo un miglioramento e lo possiamo studiare sia con lo strumento, il topografo, e anche chiaramente facendo il controllo della vista notiamo che il paziente vede meglio: soprattutto riusciamo a fermare il cheratocono che altrimenti progredendo potrebbe andare incontro a perforazioni e quindi in tanti casi andare incontro a un trapianto di cornea.

Il trattamento si può ripetere, in certi casi non è necessario, ma se dopo qualche anno si vede che c’è una ripresa si può tranquillamente ripetere il trattamento e se poi dopo tanti anni il cheratocono tende ad aumentare troppo ed anche con il cross linking non si può fare niente si può andare poi a fare un trapianto di cornea in cui ci sono ancora adesso alcune indicazioni quando chiaramente lo spessore non è dei 400 micron o è molto avanzato il cheratocono.

Abbiamo però vari risultati dei tanti anni che ci dicono che il cheratocono si stabilizza e migliora, oltretutto essendo una malattia dei giovani, dopo i 40-45 anni già da solo il cheratocono tende poi a fermarsi.


In Cheratocono

Cheratocono: Cause, Sintomi e Cura

Cheratocono: Cause, Sintomi e Cura

Il Cheratocono è una patologia progressiva che interessa la cornea, quel tessuto curvo e trasparente che forma la parte anteriore dell’occhio.

Questa tende ad assottigliarsi nella sua parte centrale sfiancandosi inferiormente ed assumendo una forma conica.

cornea normale e cheratocono

Chi COLPISCE?

Può colpire chiunque, si è appurata una frequenza maggiore nel sesso femminile, ma colpisce anche gli uomini. Più frequentemente appare in giovane età (tra gli 8 e i 30 anni) e colpisce entrambi gli occhi (85% dei casi).

Si è stimata una incidenza tra le 50 e le 100 persone ogni 230.000.

Quali sono le CAUSE?

Vi sono molte teorie, ma a tuttoggi nessuna ha riscontrato una certezza scientifica. Si è notata una predisposizione ereditaria nel 10% dei casi.

Una volta si pensava che la lente a contatto contribuisse a rallentare la progressione della malattia, ma vi sono oggi molte teorie che attribuiscono addirittura l’insorgenza e/o il peggioramento del Cheratocono allo sfregamento continuo che la lente esercita sulla cornea.

Quali sono i SINTOMI?

Si verifica una visione più annebbiata e distorta con una progressiva perdita dell’acuità visiva.

Cosa può succedere se si TRASCURA?

Si possono formare microcicatrici che opacizzano la cornea e questa si può assottigliare sempre di più fino a perforarsi con possibile rischio di perdere non solo la vista, ma anche l’integrità del bulbo oculare.

Come si effettua la DIAGNOSI?

La prevenzione è basilare in questo campo.

Oltre alle 3 Tappe fondamentali dal Medico Oculista:
-3 anni
-6 anni
-12 anni

Si consiglia di effettuare una visita oculistica appena si avverte una visione disturbata o diversa dal solito. La diagnosi moderna si avvale dei nuovi Topografi Corneali a Scansione, che ci danno lo spessore corneale in ogni punto, la curvatura e la morfologia sia della faccia anteriore che di quella posteriore della cornea, permettendoci di seguirla e monitorarla nel tempo.

Qual’è la TERAPIA?

Attualmente il trattamento di elezione è il Cross-Linking Corneale, una metodica che tende a rendere la cornea più rigida inducendo la formazione di legami tra le fibre collagene che la rinforzano e ne impediscono così lo sfiancamento e la successiva perforazione.

In cosa consiste il trattamento di CROSS-LINKING?

Il trattamento consiste nel far reagire una sostanza fotosensibile, la Riboflavina o Vitamina B2, con la luce ultravioletta.

Il procedimento è minimamente invasivo, non è assolutamente doloroso e dura meno di 1 ora:

  • Si prepara l’occhio con l’instillazione di un collirio che stringe la pupilla per proteggere le strutture interne dell’occhio dagli UV;
  • L’anestesia è topica, tramite un collirio;
  • Si applica uno strumentino che tiene l’occhio aperto senza nessuna fatica da parte del paziente;
  • Si toglie delicatamente il sottile strato epiteliale che ricopre la cornea (attualmente si sta mettendo a punto una tecnica che permetterà di saltare questo passaggio);
  • Si imbibisce la cornea di Riboflavina, 3-4 gocce ogni 3 minuti per 15 minuti in modo che la sostanza venga ben assorbita;
  • Si inizia l’irradiazione con i raggi UV per 30 minuti, continuando a ricoprire la superficie corneale con la soluzione a base di Vitamina B ogni 3 minuti;
  • Infine si lava la cornea con soluzione fisiologica e la si ricopre con una Lente a Contatto sino alla sua completa riepitelizzazione, che solitamente avviene in circa 3/5 giorni.

Vi sono CONTROINDICAZIONI?

  • Lo spessore corneale non deve essere inferiore ai 400 micron e non vi deve essere perforazione;
  • I pazienti non devono aver contratto una cheratite erpetica in passato;
  • Non vi devono essere infezioni in atto;
  • Non vi deve essere una situazione di grave occhio secco

Il trattamento può essere RIPETUTO?

Solitamente dopo una applicazione il Cheratocono arresta la sua progressione e l’astigmatismo migliora nel tempo; essendo però un trattamento poco invasivo, se dopo un po’ di anni la malattia riiniziasse a progredire, non ci sono controindicazioni ad effettuarne un altro.

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