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Che cosa è il Glaucoma?

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Che cosa è il Glaucoma?


001 300x255 Che cosa è il Glaucoma?Il Glaucoma è una malattia oculare caratterizzata da un danno progressivo del nervo ottico, che è la connessione tra l’occhio e i centri nervosi cerebrali dove devono arrivare le informazioni visive.

La causa del danno al nervo ottico consiste principalmente nell’aumento della pressione interna dell’occhio che provoca schiacciamento e cattiva irrorazione sanguigna del nervo ottico stesso.

La pressione interna dell’occhio, i cui valori normali sono compresi tra 14 e 18 mmHg, aumenta perchè il liquido chiamato umore acqueo, che è prodotto in continuazione all’interno del bulbo, incontra una anomala difficoltà a defluire verso l’esterno attraverso le normali vie anatomiche predisposte.

Il danno al nervo ottico, se non diagnosticato e curato, comporta in definitiva una riduzione permanente della vista, ma oggi le terapie mediche, parachirurgiche e chirurgiche consentono un buon controllo della malattia, soprattutto se la diagnosi viene afatta non appena si avvertono i primi segnali.

I fattori di rischio

  • Valori di pressione endooculare: l’incidenza del glaucoma aumenta esponenzialmente con la pressione intraoculare
  • Familiarità: se i genitori sono affetti da glaucoma il rischio è 2 volte; se lo sono i fratelli 3 volte
  • Età: l’incidenza del glaucoma aumenta linearmente con l’età
  • Fattori oculari che indicano un nervo ottico più suscettibile: miopia, emorragie o atrofia della retina intorno alla papilla
  • Vasospasmo: 48% dei glaucomi normotensivi soffrono di emicrania
  • Ipotensione arteriosa o altri fattori vascolari (malattie cardiovascolari, diabete, maggiore viscosità del sangue).

I sintomi

002 145x300 Che cosa è il Glaucoma?Nella sua forma più frequente (glaucoma cronico ad angolo aperto) il glaucoma è una malattia subdola perchè quasi sempre “asintomatica”. Solo nelle fasi tardive, quando il danno al nervo ottico è ormai avanzato si manifestano evidenti difficoltà visive.

Le alterazioni iniziali, che non possono essere rilevate se non con specifici esami strumentali (campo visivo), consistono in aree di ridotta sensibilità della percezione luminosa, che pian piano diventano zone cieche del campo visivo. Se non diagnosticato e curato per tempo il glaucoma può compromettere la maggior parte delle fibre ottiche costituenti il nervo ottico con grave danno funzionale, giungendo nei casi più estremi alla cecità completa.

La frequenza di glaucoma

Secondo recenti studi il 2% della popolazione italiana sopra i 40 anni soffre di glaucoma, con una maggiore prevalenza al Nord (48%), seguito dal Sud (28%) e dal Centro (24%). Nei prossimi anni ci si aspetta un aumento della malattia del 33% dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione.

Le forme di glaucoma

Esistono molti tipi di glaucoma e i più frequenti, pur con le loro numerose varianti, sono: il glaucoma cronico ad angolo aperto e il glaucoma da chiusura dell’angolo.

Nel glaucoma ad angolo aperto, l’umore acqueo incontra difficoltà a fuoriuscire dal bulbo per un anomalo infittimento della struttura che deve attraversare per lasciare l’occhio (una specie di filtro chiamato “trabecolato”). Questo provoca un costante, e spesso non elevatissimo aumento della pressione interna dell’occhio.

Nel glaucoma da chiusura d’angolo è invece la parte più periferica della nostra iride (la posizione colorata del nostro occhio) che va a “tappare” in modo più o meno brusco e più o meno completamente la zona dove l’umore acqueo fuoriesce dal bulbo (“l’angolo” appunto) che per ragioni anatomiche si presenta più acuto (o “stretto”) del normale. L’aumento della pressione può essere anche improvvisa e raggiungere valori molto elevati.

Altri tipi di glaucoma, sebbene più rari dei precendeti, sono: il glaucoma a bassa pressione, dove si producono i danni al nervo ottico pur con valori pressori compresi nei limiti di “normalità”; il glaucoma congenito che, comparendo subito dopo la nascita, comporta sintomi precoci e specifici (fastidio alla luce, lacrimazione).

La diagnosi del glaucoma

003 300x273 Che cosa è il Glaucoma?Proprio perchè spesso il glaucoma si presenta in assenza di sintomi, sono importanti esami e test specifici adatti per una corretta diagnosi.

Gli esami principali per giungere alla diagnosi di glaucoma sono:

  • Dati anamnestici, cioè l’indagine sulla sotria personale e familiare (esiste una sicura familiarità);
  • Misurazione della pressione oculare (effettuata con l’apposito strumento detto tonometro). Questo esame è indolore e rapido;
  • Gonioscopia cioè l’esame dell’angolo della camera anteriore, per valutare l’ampiezza e la pervietà delle vie di deflusso dell’umore acqueo;
  • Esame del fundus consente l’ispezione diretta del nervo orrivo, per valutarne un eventuale alterazione o danneggiamento;
  • Campo visivo, cioè l’esame computerizzato della porzione del mondo esterno visibile da un singolo occhio in posizione fissa, e della sensibilità alla intensità luminosa nei vari punti testati;
  • Pachimetria, per misurare lo spessore della cornea.

Esistono indagini specifiche svolte da specialisti che servono ad analizzare le fibre nervose della retina ed il nervo ottico. La loro utilità consiste nel permettere di giungere ad una diagnosi precoce della malattia glaucomatosa.

Il trattamento del glaucoma

Il trattamento del glaucoma si basa essenzialmente sulla riduzione della quantità di umore acqueo all’interno dell’occhio, abbassando quindi la pressione endooculare, che puòm essere ottenuta con farmaci, con il laser o con la chirurgia. Il colliri miotici agiscono sulla pupilla, restringendola; i beta bloccanti riducono la produzione di umore acqueo da parte del corpo ciliare; i simpaticomimetici adrenergici incrementano il deflusso trabecolare e uveosclerale; gli alfa 2 agonisti adrenergici riducono la produzione di umore acqueo, i derivati dalle prostaglandine e prostamidi incrementano il deflusso uveosclerale; gli inibitori della anidrasi carbonica riducono la produzione di umore acqueo.

Ogni farmaco ha quindi un particolare meccanismo di azione a livello della circolazione e/o della produzione dell’umore acqueo. Il galucoma è però una malattia multifattoriale dove tra i fattori che la provocano vi è l’alterazione della pressione endoculare, ma non solo. Per questo è importante una diagnosi precoce tramite visite frequenti e approfondite.

Inoltre sempre più in attenzione viene posta alla protezione delle fibre nervose che costituiscono il nervo ottico. Tra le sostanze con effetto neuroprotettivo troviamo il Forskolin, per uso orale, che attraverso la stimolazione dell’enzima adenilato ciclasi, interviene su bersagli multipli e ha dimostrato sia un’attività ipotonizzante, che di stimolazione della sopravvivenza delle cellule ganglionari retiniche.

L’associazione di Forskolin con Rutina, la quale ha un’azione antiossidante e vasoprotettiva, e con vitamine del gruppo B, ad azione neuroprotettiva diretta, rappresenta un’opportunità di integrare la terapia topica tradizionale. Inoltre anche Brimonidina 0,2% in collirio, oltre all’azione ipotensiva, ha dimostrato effetto neuroprotettivo.

L’ultima novità per il trattamento del Glaucoma, infine, è il trattamento con un laser selettivo, SLT, che agendo sul trabecolato, la parte dell’occhio deputata al deflusso dell’umore acqueo, stimola questa struttura a riprendere appieno la sua funzione, riducendo drasticamente la pressione intraoculare, potendo così ridurre, ed in molti casi abbandonare, l’utilizzo dei colliri.

Dagli USA un nuovo laser che guarisce il Glaucoma, si chiama SLT

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Dagli USA un nuovo laser che guarisce il Glaucoma, si chiama SLT


Basta un trattamento, ambulatoriale e indolore, e si può sospendere per sempre l’uso dei colliri

a cura di Mattia Flores

Quando insorge, il glaucoma non dà alcun segno di sè, ma dopo un po’ il paziente non vede più e a quel punto la vista persa non si recupera. L’unico modo per sapere di non esserne affetti è effettuare una visita specialistica medico oculistica di prevenzione una volta l’anno» esordisce il dottor Carlo Orione.

LE CAUSE

«Il Glaucoma si instaura, nella maggior parte dei pazienti, per un aumento della pressione dell’occhio» prosegue il dottor Orione, esperto in questa branca. «Nell’occhio viene prodotto un liquido, l’umore acqueo, che dopo aver nutrito le parti trasparenti dell’occhio, la Cornea e il Cristallino, fuoriesce attraverso una struttura chiamata trabecolato.

Immaginiamo questa struttura come una rete tra le cui maglie, nel tempo, si depositano dei detriti così che il liquido che l’attraversa defluisce sempre più lentamente. Essendo l’occhio un organo chiuso, se vi si immette sempre la stessa quantità di liquido, ma ne esce meno, la pressione al suo interno aumenta e comprime i piccoli vasi sanguigni che irrorano il nervo ottico; questo, ricevendo meno sangue, si atrofizza e non porta più i segnali visivi al nostro cervello».

COME SI CURA

Orione SLT Dagli USA un nuovo laser che guarisce il Glaucoma, si chiama SLT«La terapia utilizzata fino a ora è instillare uno o più colliri che riducono la pressione oculare» spiega l’esperto. «Se poi, nel tempo, perdono efficacia bisogna affrontare un intervento chirurgico». Da un anno il dottor Orione utilizza un nuovo Laser.

«Si chiama SLT (Trabeculoplastica Laser Selettiva) e agisce stimolando selettivamente “le cellule spazzino” del corpo, i Macrofagi, che puliscono il trabecolato, ripristinando così il corretto deflusso dell’umore acqueo e riducendo la pressione intraoculare. I primi dati sono molto incoraggianti: nei primi 6 mesi del 2009 ho trattato 66 occhi e la pressione oculare, dopo 15 giorni, è scesa dai 6 agli 8 mm di mercurio; il controllo dopo 3 mesi ha evidenziato un ulteriore abbassamento pressorio di altri 3 mmHg.

I più recenti studi consigliano di mantenere una pressione intraoculare che non superi i 18 mmHg. o addirittura meno in occhi che presentano anche altre patologie». Si tratta di un intervento non doloroso che può anche essere ripetuto.

«Non si sente alcun fastidio» assicura Carlo Orione. «Bastano poche gocce di collirio anestetico, l’applicazione della luce del laser sull’occhio e in pochi minuti si eliminano, nella maggior parte dei casi, tutti i colliri, o nei casi più gravi si riducono di numero. Essendo un laser selettivo poi, agisce solo sulle cellule bersaglio non danneggiando il tessuto trattato, come invece i vecchi laser, e quindi la metodica può essere ripetuta»