Xantelasma Shaving

Xantelasma Shaving: una nuova Tecnica Personale per la Rimozione degli Xantelasmi con la Radiofrequenza, senza taglio e senza punti di sutura.

Lo xantelasma palpebrale è il più comune xantoma cutaneo ed è una condizione comune nella popolazione generale. E’ spesso bilaterale e colpisce pazienti anziani e di mezza età.

Colpisce con maggiore frequenza i soggetti di sesso femminile e la prevalenza di questa condizione aumenta con l’età. L’incidenza è dell’1.1% nei soggetti di sesso femminile e dello 0.3% nei soggetti di sesso maschile.

 

xantelasma
xantelasma prima della rimozione
xantelasma
xantelasma dopo la rimozione con tecnica shaving

Lo xantelasma palpebrale si presenta clinicamente come una placca soffice sottocutanea giallastra di forma circolare o ellittica composta di colesterolo esterificato e lipidi. Si localizza solitamente sul lato mediale delle palpebre.

Le lesioni non trattate non regrediscono spontaneamente, anzi possono diffondersi progressivamente dal canto mediale fino a comprendere, nelle forme avanzate, l’intera area palpebrale periorbitaria.

Non esistono complicanze clinicamente significative; soltanto in rari casi gli xantelasmi diventano talmente voluminosi da ostacolare la visione. Non è ancora dimostrato che la dieta povera di lipidi si associ ad una regressione degli xantelasmi.

Lo xantelasma palpebrale rappresenta una vera e propria sfida terapeutica ed estetica dato l’elevato tasso di recidiva a seguito di una vasta gamma di trattamenti.

Le modalità di trattamento convenzionale prevedono l’escissione chirurgica o l’applicazione topica di acido tricloroacetico.



L’escissione chirurgica rimane attualmente l’approccio terapeutico più utilizzato nel tarattamento degli xantelasmi della palpebra superiore, in quanto garantisce ottimi risultati estetici e rare complicanze.

In caso di interessamento della palpebra inferiore le possibilità di escissione chirurgica sono invece ridotte dal rischio di ectropion post-chirurgico. Le recidive di xantelasma sono frequenti e questo comporta ulteriori limitazioni all’approccio chirurgico in quanto sono sconsigliate ripetute resezioni palpebrali.

L’utilizzo di acido tricloroacetico è poco accettato dai pazienti dal momento che pochi soggetti tollerano l’applicazione topica di una sostanza acida aggressiva in prossimità dei bulbi oculari. La formazione di cicatrici e l’insorgenza di ectropion rappresentano possibili sequele dopo l’applicazione topica di acido tricloroacetico.

L’utilizzo delle onde radio, invece, permette di asportare soltanto lo xantelasma superficialmente facendo guarire la ferita per seconda intenzione (da sola) dopo la caduta dell’escara (crosticina) che si forma il giorno seguente.

Il meccanismo di guarigione è quindi paragonabile a quello di una comune abrasione cutanea superficiale.

Il vantaggio di questa tecnica è quello di non dover rimuovere tessuto cutaneo e quindi di non accorciare la palpebra, evitando così il rischio di ectropion palpebrale (la palpebra troppo corta che ruota verso l’esterno), e, in caso di recidiva, di poter nuovamente intervenire sulla neoformazione.

Xantelasma Shaving

La tecnica che ho ideato e che ho chiamato Xantelasma Shaving, inoltre, consente una rapida rimozione dello stesso senza scaldare troppo i tessuti circostanti, con il risultato di una più rapida guarigione rispetto alla tecnica che ho presentato 12 anni fa al nostro Congresso Nazionale (SOI), in cui vaporizzavo la neoformazione, poco per volta, con una prolungata esposizione di questa alle onde radio.

Clicca per guardare il video del risultato estetico (prima e dopo):

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